Dopo i continui passi in avanti verso una moratoria internazionale della pena di morte e insistendo sull’idea di un’origine comune delle proposte, a livello di principi e ideali sociali, c’è chi sostiene, insieme al direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, la necessità di attivare un progetto di sospensione dell’interruzione volontaria di gravidanda e dell’utilizzo di embrioni umani a scopi scientifici. L’idea sembra essere molto interessante: l’aborto rimane legale e controllato in modo da non relegarlo nella clandestinità, ma se ne sottolinea in maniera significativa la non moralità come scelta, che tra l’altro ha molte altre alternative.
Appello, ora la moratoria per l’aborto - Il Foglio
GUARDA il confronto tra Ferrara e Pannella
Ruini al TG5 sostiene la moratoria sull’aborto
I commenti del mondo politico
Moratoria per l´aborto
Pena di morte: non una ma tre moratorie
Moratoria sull’aborto proposta da “Il Foglio”. L’Osservatorio Cardinale VAN THUÂN aderisce
Moratoria sull’aborto, il Papa apre
«No a nuovi limiti» Il 65% con la 194
Aborto, i punti possibili di una nuova legge
L’opinione del Ministro Bindi bindi-corriere.pdf
L’opinione del Ministro Turco turco-corriere.pdf
La 194 non si tocca ma l’aborto ci tocca, Corriere della Sera 7 gennaio, Pierluigi Battista L’aborto pone interrogativi anche ai ‘laici’ convinti.
http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2008/01/co_9_080107019.xml
Fate l’amore non fate l’aborto Panorama, 4 gennaio, Giuliano Ferrara Cos’è cambiato, come è cresciuta la coscienza collettiva dalla rivoluzione culturale del ’68 al grido di ‘fate l’amore non fate la guerra’? Giuliano Ferrara ce lo spiega in modo senza dubbio provocatorio. http://blog.panorama.it/opinioni/2008/01/04/ferrara-fate-lamore-non-laborto/
Aborto, i punti possibili di una nuova legge Corriere della Sera, 5 gennaio, mons. Elio Sgreccia // Le parole di mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, sulle proposte di modifica della legge 194. http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2008/01/co_9_080105107.xml
LA DIFESA DELLA VITA
Intervistato dal «Corriere della Sera» il presidente della Cei approva l’iniziativa di Giuliano Ferrara e auspica che sia accolta dalle istituzioni italiane Il cardinal Martino interviene sull’«Osservatore Romano»
Bagnasco: lodevole la moratoria anti aborto
«Applicare la legge 194 per promuovere la vita»
DA MILANO PAOLO VIANA
L a moratoria contro l’aborto è un’iniziativa «lodevole», che deve trovare «il giusto spazio» nelle sedi istituzionali, ma è anche un’occasione per applicare quelle parti della normativa vigente che tutelano il nascituro e sostengono concretamente le madri in difficoltà. Infine, poiché la scienza cammina, anche le leggi debbono tenere conto delle nuove scoperte. Sono questi i tre passaggi chiave dell’intervista rilasciata dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, al Corriere della Sera
di oggi.
L’Arcivescovo di Genova esprime un giudizio positivo sull’appello lanciato a metà dicembre da Giuliano Ferrara su Il Foglio.
«L’intenzione dell’iniziativa di chiedere la moratoria circa le legislazioni sull’aborto - spiega infatti il Cardinale - è lodevole perché è un chiaro e forte richiamo all’attenzione da parte degli Stati circa la tutela e la promozione della vita umana».
«Ciò era accaduto, prima, a proposito della moratoria sulla pena di morte» aggiunge monsignor Bagnasco, ricordando che l’iniziativa di Ferrara è stata lanciata proprio all’indomani della storica vittoria dell’Italia all’Onu con l’approvazione dello stop alla pena capitale, sostenuto da 104 paesi, e auspica «che la nuova richiesta possa trovare il giusto spazio nelle sedi istituzionali».
Dal 19 dicembre, il giorno dell’appello sul quotidiano di Ferrara, le adesioni dei cattolici alla campagna lanciata dal giornalista laico sono state numerose - immediata quella di Avvenire - e il presidente dei vescovi italiani spiega perché quest’iniziativa sia seguita con tanta attenzione: «È certamente l’occasione - dichiara al Corriere
- per mettere un vero impegno a tutti i livelli nell’applicazione puntuale di quelle parti della legge 194 che promuovono la vita del nascituro. Ciò alla luce in particolare di quanto espresso nella intenzionalità originaria della legge stessa e richiamato all’art. 1». Avvenire, ancora ieri con un editoriale di Eugenia Roccella, ha dimostrato ampiamente come questa «intenzionalità originaria» sia stata vanificata dal ’78 a oggi, negando alle strutture esistenti le risorse necessarie per promuovere la cultura della vita e contrastare l’aborto.
Quanto poi all’eventualità che si possa mettere mano a una revisione della normativa vigente, l’Arcivescovo di Genova nell’intervista al quotidiano milanese si sofferma sulla necessità che le leggi si adeguino allo stato delle conoscenze, che muta con il tempo, particolarmente in campo bioetico. «È un dato di fatto - sottolinea nell’intervista - il progresso scientifico e tecnologico in materia di vita umana. I legislatori da sempre si confrontano doverosamente con queste scoperte per formulare leggi che sempre meglio rispettino, difendano e promuovano la vita umana in tutte le sue forme e fasi. Anche questo è auspicabile » conclude, soffermandosi su un problema segnalato qualche giorno fa anche dal cardinale Camillo Ruini, le cui riflessioni sono state riproposte dall’Osservatore Romano:
«Occorre inoltre ripensare alcuni passaggi della stessa normativa in considerazione dei progressi scientifici, terapeutici e diagnostici compiuti negli ultimi trent’anni ».
Che dopo la moratoria sulla pena di morte, occorra promuovere «battaglie pro-vita su tutti fronti» è convinto anche il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, il quale, sempre sull’Osservatore
Romano e sempre ieri sottolineava il fatto che il 2007 è stato un anno di svolta, «poichè siamo finalmente arrivati all’approvazione della moratoria sulla pena di morte: una grande vittoria che - ha spiegato il porporato - non può restare isolata: ci aspettiamo altre battaglie a favore della vita su tutti i fronti», in particolare «in difesa delle creature più piccole e innocenti».