Vacanze giovani in Umbria, Brasile e Russia
24 Agosto 2007Estate giramondo per il settore giovani. Oltre all’Andalusia, le vacanze hanno portato i 20-30enni in Umbria, in Russia e in Brasile. In sedici hanno attraversato l’oceano Atlantico per un campo di lavoro a São Paulo: «accompagnati dalle scalabriniane da cui eravamo ospiti e che lavorano nei quartieri, abbiamo incontrato e potuto conoscere, tra gli altri, un gruppo di ragazzi brasiliani – spiega Luana Dalla Mora. – In città abbiamo visitato le cortissos, abitazioni perfettamente mascherate all’interno della città in cui vivono più famiglie, in poche stanze, con un unico bagno in comune e in condizioni igienico-sanitarie pessime, una favela, delle cooperative di lavoratori e ‘Minha rua è minha casa’, una struttura di assistenza per senza dimora creata da volontari sotto un viadotto, proprio un punto in cui queste persone si radunavano».
Dal 13 al 19 agosto invece si è svolta la settimana in Umbria sulle orme di San Francesco, per ripercorrere il «segreto della sua santità» attraverso i luoghi in cui ha vissuto. Tappe classiche sono state ad Assisi le chiese di San Rufino, di Santa Chiara e di San Damiano, la visita alla Basilica, alla Porziuncola e all’Eremo delle Carceri. «Ma abbiamo toccato anche Arezzo, visitato la tomba di Carlo Carretto a Spello e a Foligno abbiamo incontrato i giovani della comunità che lui ha fondato, per finire con La Verna e il monastero di Camaldoli, – racconta Marta Vergottini, tra i partecipanti. – Tra gli incontri più interessanti, quello con una suora di clausura clarissa, originaria di Rho».
Dieci giorni spesi invece nell’incontro tra chiesa cattolica e chiesa ortodossa per i sette partecipanti al campo a Mosca e San Pietroburgo: «abbiamo incontrato consacrati e laici, una comunità di francescani e delle parrocchie ortodosse, un sacerdote greco-cattolico e un centro che si occupa di minori di strada e autistici» è il racconto di Stefania Cattaneo. I giovani hanno potuto conoscere padre Igor, responsabile delle relazioni tra chiesa ortodossa e altre chiese cristiane. «Si è trattato di un’esperienza di conoscenza reciproca – continua Stefania – perché al nostro interesse anche loro hanno sempre risposto con un sacco di domande sulla nostra realtà di chiesa».


